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IN COPERTINA

PREFAZIONE AL LIBRO "PER GROTTAFERRATA"

Grottaferrata è il mio paese.

Sono venuto ad abitarvi nel 1990.

La generosa accoglienza dei suoi abitanti, l’amicizia sincera anche se scanzonata che vi ho trovato, l’aria di libertà e tranquillità che vi si respira, mi hanno fatto amare questa terra.

La Torre dell’Abbazia che ricorda lo scorrere della storia, i campanili che svettano nel cielo, i tanti conventi che fanno corona al nucleo centrale sono testimonianza delle profonde radici cristiane della nostra città.

Le diffuse residenze che si nascondono nella verde campagna vengono attratte naturalmente dal fascino antico e sempre nuovo dell’abbazia, naturale collante di tutti i criptensi.

Sarebbe bello rafforzare questi vincoli di appartenenza, valorizzare questa comunione, alimentare il sentimento di partecipazione.

Il rinnovo dell’amministrazione comunale deve impegnarci a rendere sempre più vivibile, accogliente ed operosa la nostra città.

Una città che con la costituzione dell’Area Metropolitana deve saper governare i processi di integrazione con Roma e gli altri comuni, onde acquisire spazi operativi più vasti senza affievolire le nostre specificità.

Certo la crescita dell’offerta abitativa ha appesantito le occasioni di buone relazioni personali e di agevoli comunicazioni con il nostro hinterland.

Ora debbono essere le istituzioni a realizzare una rete di infrastrutture che, riequilibrando i pesi urbanistici, consentano una più accettabile qualità della vita.

L’evoluzione storica del Comune di Grottaferrata costituito nel 1848 è caratterizzata da tre fasi:

·        la prima, relativa alla seconda metà del XIX secolo, la identifica come centro rurale con la campagna romana che la separava dalla città;

·        la seconda, collocata nella prima metà del XX secolo, è contraddistinta da una espansione delle residenze temporanee così notevole da raggiungere i 12.000 abitanti nei mesi estivi, a fronte di 5.000 residenti fissi;

·        la terza, che arriva ai giorni nostri, ha visto la città assumere una caratteristica prevalentemente residenziale con un forte flusso di pendolarismo quotidiano verso la capitale, sostenuto da un’esplosione dell’attività edilizia che ha certamente generato sviluppo, ma anche fatto apparire il paese come quartiere dormitorio, seppur di lusso, rischiando così di perdere la sua spinta comunitaria.

Affrontiamo ora la quarta fase di questa nostra città. Dobbiamo pensarla, progettarla e realizzarla, prevedendo uno sviluppo supportato da proposte culturali, da offerte di servizi, da garanzia di accoglienza, da un forte senso di appartenenza.

In questa prospettiva dobbiamo rafforzare la consapevolezza di essere una comunità, riscoprendo l’humus culturale che ne ha contraddistinto la sua storia testimoniata dall’archivio Passamonti e, contemporaneamente, caratterizzarci come polo di proposte qualificate nei comparti più legati alla nostra storia.

La crescita sociale, culturale e politica del nostro comune deve coinvolgere tutti i suoi abitanti. Un gruppo di generosi amici ha ritenuto di coinvolgermi in questa avventura chiedendomi di mettere a disposizione del progetto la mia esperienza, le mie capacità, il mio entusiasmo.

Le primarie, prima, le eventuali elezioni successivamente misureranno il consenso dei cittadini alla mia candidatura a Sindaco, per concorrere a costruire una nuova positiva stagione del nostro Comune.

La rassegna stampa che questa pubblicazione propone intende ripercorrere il mio impegno di amministratore, di dirigente politico, di manager della previdenza pubblica e privata.

Esprimo, infine, la convinzione che un elettorato consapevole, maturo, attento saprà compiere le scelte migliori per l’amministrazione comunale, affidando alla proposta politica più convincente e al Sindaco più idoneo la guida del futuro di Grottaferrata.

 Gabriele Mori

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